Mercato trattori in Italia: festa finita

Come dicono i croupier quando lanciano la pallina nella roulette “le jeux sont fait”. I giochi sono fatti e da quel momento nessuno può più muovere o aggiungere fiche sul tavolo. Un’espressione che vale anche per l’immatricolato trattori di fine anno, nel senso che i volumi pubblicati in questa pagina sono definitivi e fotografano un quadro poco entusiasmante per il settore.

Il mercato chiude in effetti l’anno con un rallentamento dell’immatricolato che sfiora il 13 per cento, senza accennare a prospettive di recupero e con i dati di vendita che molto preoccupano in quanto parlano di volumi in calo anche di oltre il trenta per cento. Una situzione che non coglie certo di sorpresa gli operatori, ma che poteva essere evitata privilegiando forme di sostegno meno importanti ma più diluite nel tempo. In gergo “strutturali”.

A complicare le cose anche il continuo rinvio delle norme tese a disciplinare le revisioni.

La situazione del mercato dei trattori in Italia

Il fatto che fino ad oggi nessun Governo abbia voluto prendere decisioni in merito è la conferma di come il provvedimento sia stato malvisto da tutte le coalizioni politiche che si sono succedute a Palazzo Chigi, consapevoli che costringerebbe la maggior parte delle aziende a sostenere spese non indifferenti e quindi sarebbe perdente in termini di consensi. Anche l’Italia dei trattori paga in definitiva l’insipienza dell’attuale classe politica, problema che per i marchi italiani si somma alla sempre più ingombrante diffusione dei trattori asiatici di bassa potenza.



Mezzi tecnicamente più che decorosi e forti di quotazioni impossibili ai prodotti nazionali. A far le spese di tale situazione i marchi più impegnati nei settori dei trattori compatti e specialistici, gli stessi che come se non bastasse se la devono
vedere anche con un trend di industrializzazione dell’agricoltura che sta alzando le potenze medie nazionali.

Al contrario, sorridono invece i marchi che operano nei settori delle prestazioni medie, alte e altissime. Ambiti in cui il prodotto estero la fa tanto più da padrone quanto più numerosi sono i cavalli sottocofano. Non è un caso se oggi su sei marchi generalisti in grado di esibire volumi di immatricolato a quattro cifre, tre sono esteri e stanno guadagnando quote di mercato rispetto ai tre italiani.

Come si è spesso scritto non sarebbe male se gli agricoltori e gli allevatori nazionali scegliessero le proprie macchine con lo stesso spirito con cui difendono le loro produzioni.

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Titolo: Mercato trattori in Italia: festa finita

Autore: Furio Oldani

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